venerdì 16 ottobre 2009

Un weekend lungo sei mesi


7 aprile 2009

Photobucket

mercoledì 14 ottobre 2009

lunedì 12 ottobre 2009

Ipazia: censurata dopo 1600 anni!

Photobucket
Agora è un film di Alejandro Amenábar uscito nelle sale cinematografiche il 9 ottobre, ma non in quelle italiane.
Vediamo come mai.
Il film narra la storia di una donna, Ipazia, una matematica, astronoma e filosofa vissuta a cavallo del 400 ad Alessandria d'Egitto, in un periodo in cui il cristianesimo si espandeva con violenza in quelle terre. Inventò l’astrolabio, il planisfero e l’idroscopio ma non solo e viene tutt'oggi ricordata come la prima matematica della storia. Come già usava fare Socrate, Ipazia amava passeggiare per le strade condividendo la sua conoscenza e saggezza, guadagnandosi grande rispetto e considerazione presso i suoi concittadini.
Ma nel 415 venne uccisa dai cristiani per il suo rifiuto alla conversione, che come diceva lei, avrebbe compromesso la sua libertà di pensiero indispensabile per effettuare i suoi studi.
Inoltre il suo assassinio fu davvero atroce. Venne scorticata e fatta a pezzi e i suoi resti vennero addirittura portati in giro per la città come trofeo e in seguito bruciati nell'inceneritore cittadino.
Come si suol dire, all'epoca una donna come Ipazia andava condannata per la sua intelligenza e sapienza e la sua avversione alla conversione cristiana e punita simbolicamente perchè donna.
Ma ciò che mi sconcerta di più è che 1600 anni dopo, un film che racconta la sua storia non può essere mostrato nel nostro paese.
Ancora una volta, come nel lontano 400 D.C., subiamo una censura (o forse un auto censura di chi non vuole nemmeno farsi carico di portare in Italia questo film,ancor prima di infastidire la comunità cristiana) una censura sia come donne, in quanto un modello di donna sapiente, libera ed emancipata non è un modello da propinare alle masse, sia come spettarici e spettatori di un'opera d'arte, perchè non viene nemmeno permesso che il popolo assista alla rappresentazione di una realtà passata ma non troppo.

Qui un articolo molto curato di Raffaella Costi. Leggetelo!
Qui un articolo di Piergiorgio Odifreddi anch'esso dettagliato.
Qui una petizione per la distribuzione del film in Italia.

domenica 11 ottobre 2009

The fun theory


Come fare in modo che il 66% delle persone in più, all'uscita dalla metro, scelga le scale al posto delle scale mobili? Semplice: trasformandole in un enorme pianoforte.

E' una pubblicità virale (per la Volkswagen), ma chi se ne frega. Sono quelle piccole cazzate che migliorano la vita.

via Inkiostro

sabato 10 ottobre 2009

Martire



Photobucket

mercoledì 7 ottobre 2009

Intoccabili

Photobucket

Gianni De Gennaro e Spartaco Mortola

Prevedibilmente assolti dall'accusa di falsa testimonianza.
Mortola era anche quello che girava per la Diaz con delle molotov in mano cercando di infilarle nelle tasche degli antig8ttini. Lo stesso che dopo le violenze aveva candidamente affermato: "Posso solo dire, a posteriori, che c'è stata qualche forzatura giuridica".
E questa come la vogliamo chiamare?

La Scuola Radio Elettra genera mostri

Photobucket

La Lega se n'è inventata un'altra: carcere per chi indossa burqa e niqab.
Non siamo razzisti - dice Roberto Cota - non abbiamo niente contro i musulmani, ma la legge deve essere uguale per tutti.
No, non siete razzisti, infatti nelle motivazioni con le quali avete avanzato la proposta di riforma di legge, avete solo detto che
"Indossare indumenti come il burqa e il niqab, che nulla hanno a che vedere con la cultura della maggioranza delle donne immigrate che vivono in Italia, ma che costituisce un obbligo imposto alle donne da estremisti che vengono dall'Afghanistan, dal Pakistan e da altri Paesi dove prevalgono la cultura estremista e il retaggio di costumi disumani e di violenze familiari inaudite e inammissibili sia in linea di principio sia, in particolare, se le donne vivono in Paesi civilmente evoluti".

Ignoranti.
Buzzurri.
E razzisti.
Voi e tutti quelli che vi votano.
Quello che avete detto e scritto non ha senso logico, sintattico nè storico.
Siete il terzo mondo della ragione.
Il buco nero del buon senso.
E pretendete pure di modificare culture millenarie (altrochè obbligo imposto, cultura estremista, costumi disumani e violenze familiari inaudite e inammissibili) con una fottuta e vergognosa proposta di legge.
Puah!

lunedì 5 ottobre 2009

Italia ipocrita

Photobucket
C'hanno aperto pure un tumblr.

via

Un buon motivo per non vaccinarsi

Photobucket
Ora, io non mi ricordo bene quand'è che i media hanno cominciato ha diffondere il terrore per il nuovo virus H1N1, ma credo che i grafici qui sopra ci aiutino a ricordare.


O, poi se non siete ancora convinti potete leggervi anche questo

giovedì 1 ottobre 2009

Women are heroes


Ve ne avevamo già parlato: lui è JR, fotografo e artivista 25enne. Immortala volti. E possiede la più grande galleria d'arte del mondo. Il suo nuovo progetto, iniziato nel 2008, è incentrato sulla condizione delle donne africane, con un'escursione nelle favelas brasiliane. Ora, ha deciso pure di girare un film, che uscirà ufficialmente nel 2010, per immortalare tutte le sue esposizioni eseguite durante l'esperienza afro-brasiliana.
Quello che vedete sopra è un estratto inedito.
E direi che merita.

Traduco dal sito:

UN FILM D'AVVENTURA
Il film segue le avventure donchisciottesche delle quali si attendono i risultati con incredulità: dalla presentazione del progetto artistico agli abitanti dei piccoli villaggi in Liberia all'organizzazione di un collage sulle pareti fragili di una favela, dalla mostra sulle case in demolizione in Cambogia al confezionamento di un treno che passa attraverso una baraccopoli in Kenya.

UN FILM SULLE DONNE
Le donne sono eroi è soprattutto un omaggio alle donne la cui dignità è sottolineata incollando le loro foto sulle pareti dei loro villaggi e del mondo intero. Nel film, queste donne esprimono le loro difficoltà in un mondo dominato dagli uomini. Di fronte alla telecamera, che condividono per esorcizzare i loro incubi, offrono anche le loro gioie e irradiano la loro energia...

UN FILM SUI MEDIA
Le donne sono eroi si svolge in luoghi rappresentati dai mezzi di comunicazione solo quando vi si produce "qualcosa" . Se JR va là, non è per non riprendere il discorso dei media, né per smentirlo, ma per mostrare una realtà soffocata dal sensazionalismo. Ed è nel contesto di una normalità ignorata che gli abitanti di questi luoghi prendono l'iniziativa e chiamano i media
per mostrare, non quello che hanno subito, ma quello che hanno creato.

UN FILM SULL'UMANO
Le donne sono eroi solleva, senza dare risposta, alcune domande fondamentali. Si incontrano persone che vanno dal riso al pianto, che incarnano un passato doloroso e il desiderio di costruire un futuro felice. En retrouvant ce qui est commun dans les regards des femmes, on se rapproche de ce qui est universel : l'humain. Nel ritrovare ciò che è comune negli sguardi delle donne, ci avviciniamo a ciò che è universale: l'umano.

UN FILM SULL'ARTE
La molteplicità delle immagini, la loro rapida diffusione, la globalizzazione permettono agli artisti di ripensare il loro lavoro. JR apre un nuova strada: l'arte partecipativa. Con le comunità, crea delle opere d'arte effimere che vengono poi arricchite da commenti e reazioni. Le donne anziane diventano modelle per un giorno, i bambini sono artisti per una settimana, gli studenti svolgono quindi il ruolo di critici. L'arte partecipativa rimette in questione le modalità, le finalità, e il posto stesso dell'arte.

Musiche: Massive Attack e Patrice Bart WIlliams