Visualizzazione post con etichetta pezzati. Mostra tutti i post
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martedì 18 maggio 2010
martedì 23 febbraio 2010
mercoledì 17 febbraio 2010
Hüsker Dü - Signals from above
You're like a relic, you're like a ghost
can't see a thing cause your eyes are closed
dirt cheap love is a thing of the past
I feel hate cause I move fast
You think the whole world is incense, peace and love
you can't escape the siganls from above.
can't see a thing cause your eyes are closed
dirt cheap love is a thing of the past
I feel hate cause I move fast
You think the whole world is incense, peace and love
you can't escape the siganls from above.
lunedì 9 novembre 2009
domenica 9 agosto 2009
giovedì 16 luglio 2009
venerdì 3 luglio 2009
Descendents - Thank you (live)
La canzone universale da dedicare ai gruppi o agli artisti che vi hanno cambiato la vita.
Grazie Descendents!
I listen to you for hours, I'll listen all day
Just keep hitting me the right way
Sing your song in the shower
Cause you got a way
To say what I can never say right - right on
When I feel weak you make me feel strong
Make me feel strong
I won't say your name
But you know who you are
I'll never be the same again now - no way
I just want to say
Thank you for playing the way you play
You don't get played on the radio
That's not the game you play
Well I don't care anyway
I glued your tape in the stereo
So I know every word, every note
And every chord is right - right on
When I feel weak you make me feel strong
Make me feel strong feel like nothing's wrong
I won't say your name
You know who you are
I'll never be the same again now - no way
I just want to say thank you for playing the
Way you play
Did you know you're why I go
And waste my time
At a rock and roll show
You let me know I'm not alone
You make me feel strong, make me feel strong,
Feel like nothing's wrong
I won't say your name, you know who you are
I'll never be the same again now - no way
I just want to say
Thank you for playing the way you play
Thank you for playing the way you play
Thank you for playing the way you play
Just keep hitting me the right way
Sing your song in the shower
Cause you got a way
To say what I can never say right - right on
When I feel weak you make me feel strong
Make me feel strong
I won't say your name
But you know who you are
I'll never be the same again now - no way
I just want to say
Thank you for playing the way you play
You don't get played on the radio
That's not the game you play
Well I don't care anyway
I glued your tape in the stereo
So I know every word, every note
And every chord is right - right on
When I feel weak you make me feel strong
Make me feel strong feel like nothing's wrong
I won't say your name
You know who you are
I'll never be the same again now - no way
I just want to say thank you for playing the
Way you play
Did you know you're why I go
And waste my time
At a rock and roll show
You let me know I'm not alone
You make me feel strong, make me feel strong,
Feel like nothing's wrong
I won't say your name, you know who you are
I'll never be the same again now - no way
I just want to say
Thank you for playing the way you play
Thank you for playing the way you play
Thank you for playing the way you play
mercoledì 17 giugno 2009
giovedì 4 giugno 2009
mercoledì 3 giugno 2009
The world is Blu!
Blu + La Quiete - Sulla differenza fra un sorriso e una risata
Blu, oltre ad essere un colore, è anche un piccolo genio del graffito. Uno dei pochi prodotti italiani che meritano di essere esportati. Autore principalmente di murales dalle vaste dimensioni, poi convertiti in brevi ed efficaci video utilizzando la tecnica dello stop-motion, il bolognese ha guadagnato popolarità soprattutto grazie allo splendido corto animato MUTO, realizzato nel 2008 tra Buenos Aires e Baden (Svizzera).
Oltre ai numerosi video presenti nel suo canale di iutub, potete toccare con pupilla la sua bravura a: Milano - Cox 18, Bologna - XM24, Modena, Reggio Emilia, Bologna 1 e 2, Rovereto e Ancona. Se invece siete esterofili, i suoi disegni sono anche a: Barcellona, Londra, Berlino (dove ha collaborato con l'artivista JR, del quale avevamo già parlato qui), Praga e Arhus (Danimarca).
Con le sue opere, tutte rigorosamente pubblicate sotto licenza Creative Commons, Blu riflette e fa riflettere sull'inesorabile cammino intrapreso dall'umanità, sempre più devota a un'irrazionale idea di sviluppo. Con i rulli e i pennelli della sua street art, il nostro, coerentemente alla radicalità delle sue posizioni, ha rallegrato e mascherato l'opprimente grigiume dell'odierno cemento, dando nuova vita a spente pareti sparse qua e là per il mondo.
Oltre ai numerosi video presenti nel suo canale di iutub, potete toccare con pupilla la sua bravura a: Milano - Cox 18, Bologna - XM24, Modena, Reggio Emilia, Bologna 1 e 2, Rovereto e Ancona. Se invece siete esterofili, i suoi disegni sono anche a: Barcellona, Londra, Berlino (dove ha collaborato con l'artivista JR, del quale avevamo già parlato qui), Praga e Arhus (Danimarca).
Blu power!
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giovedì 21 maggio 2009
Chris Carter - Experimental Tribute
Questo è un breve tributo al lavoro sperimentale del BBC Radiophonic Workshop che si è recentemente esibito in una performance a Londra, alla quale non ho potuto presenziare. Tutti i suoni e i loops hanno origine dai synths BC8, Gakken SX-150 e BugBrand Weevil. Gli effetti e le trasformazioni sono realizzate con i pedali Boss. Oh sì...e ho fatto tutto quanto "alla rovescia".
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sabato 16 maggio 2009
Uochi Toki - Il claustrofilo
*non-video non ufficiale*
Un architetto fatto e finito, anzi, progettato e costruito, al ventiquattresimo autunno nel punto massimo di sopportazione inforca gli occhiali, sparisce nei sotterranei, non lascia scritto niente dei, ai, sui suoi contemporanei. Pratica l’arte del nascondersi dentro i cunicoli che la gente usa in metro per muoversi: rimesse, caldaie, locali tecnologici, condotti termici e altri spazi privi di sguardi vigili divorati dalle ruggini. Polvere, sedimenti ed affioramenti umidi. L’estetica della non-curanza. La manutenzione di grado-salvezza sono le linee di forza di ogni costruzione posta sotto la crosta terrestre. Sopra la terre si cresce. Sotto la terra si germina. Un architetto non parla, non progetta e non sovraccarica. Quando invece preferisce: delimita. Abita.
Un architetto fatto e finito, anzi, progettato e costruito, al ventiquattresimo autunno fa il punto della situazione. Reperisce materiali, ricostruisce i modelli. Per non confrontarsi inventa nuovi livelli che siano indispensabili per sostentarsi. Il suo laboratorio è situato là dove nessuno è solito avventurarsi, così farà in tempo a costruire qualcosa prima che qualcuno gli dica di non provarci perché potrebbe sbagliarsi. Piuttosto che opporsi o scegliere di adeguarsi è meglio nascondersi e presentarsi dopo anni diversi e forti di una personale realtà dei fatti che matura negli spazi non contaminati, perfettamente coibentati, paralleli e diametrali, perché ci sia una vera scelta tra i piani e non ci si elimini vicendevolmente come tra spazi euclidei e lobacevskijani.
Scelte spaziali personali. Reset sugli spazi comuni. Palette di angoli generata, alienata dai default, soffocata dai preset, evoca pattern precedenti all’archetipo. Utenti che si credono programmatori ostacolano il progresso con sguardo dimesso con visuale ampia a 300 gradi sugli assi x, y, z. Io mi prendo quei 60 di visuale cieca che stanno sotto terra. Economia degli ambienti. Occupo il quarto asse: quello dei tempi. Stabilisco la mia casa. Disegno la città futura. Riqualifico gli spazi che non si utilizzano in modo efficace. Niente parchi o verde imbrigliato. Niente negozi ulteriori. Niente locali o parcheggi. Niente inaugurazioni. Niente azioni critiche. Solo abitazioni sotterranee per relazioni non istantanee, per chi si concentra in poco spazio e poco ossigeno. Le mie facoltà verbali si limitano: parlo a scatti.
Un architetto fatto e finito, anzi, progettato e costruito, al ventiquattresimo autunno fa il punto della situazione. Reperisce materiali, ricostruisce i modelli. Per non confrontarsi inventa nuovi livelli che siano indispensabili per sostentarsi. Il suo laboratorio è situato là dove nessuno è solito avventurarsi, così farà in tempo a costruire qualcosa prima che qualcuno gli dica di non provarci perché potrebbe sbagliarsi. Piuttosto che opporsi o scegliere di adeguarsi è meglio nascondersi e presentarsi dopo anni diversi e forti di una personale realtà dei fatti che matura negli spazi non contaminati, perfettamente coibentati, paralleli e diametrali, perché ci sia una vera scelta tra i piani e non ci si elimini vicendevolmente come tra spazi euclidei e lobacevskijani.
Scelte spaziali personali. Reset sugli spazi comuni. Palette di angoli generata, alienata dai default, soffocata dai preset, evoca pattern precedenti all’archetipo. Utenti che si credono programmatori ostacolano il progresso con sguardo dimesso con visuale ampia a 300 gradi sugli assi x, y, z. Io mi prendo quei 60 di visuale cieca che stanno sotto terra. Economia degli ambienti. Occupo il quarto asse: quello dei tempi. Stabilisco la mia casa. Disegno la città futura. Riqualifico gli spazi che non si utilizzano in modo efficace. Niente parchi o verde imbrigliato. Niente negozi ulteriori. Niente locali o parcheggi. Niente inaugurazioni. Niente azioni critiche. Solo abitazioni sotterranee per relazioni non istantanee, per chi si concentra in poco spazio e poco ossigeno. Le mie facoltà verbali si limitano: parlo a scatti.
Strati intorno
Sotto e sopra
Manodopera
Scavabuchi
Non mi tocca
La mia porta
Sempre chiusa
La mia casa
Sempre occulta
Una stanza
Fuori gente
Dentro tutto
Fuori niente
Dentro niente
Interesse
Già perduto
Parli troppo
Resto muto
Ami il traffico
Amo il chiuso
Io mi sposto
Non incontro
Io contorco
Non riposo
Tu sereno
Sei estremo
Io cammino
Tu cammini
Ci dividono
Dei tombini
Tu fai tardi
Non so l’ora
Luce filtra
Sto leggendo
Vado in duomo
Sottoterra
Senza metro
Passo d’uomo
Mi procuro
Tu acquisti
Siete tristi
Sono chiuso
Siete allegri
Sono neutro
Sottoterra
Come i morti
Sulla terra
Tu ti sposti
Quali costi
Quali affetti
Tu rifletti
Troppo poco
Io mi fletto
Tocco il vuoto
Tu rifletti
Troppo poco
Ma capisci
Penso troppo
Mi nascondo
Provo gioia
Mi nascondo
Sono puro
Io disegno
Dove abiti
Nel futuro
Ti rinchiudo
Ti dirigo
Con la penna
La città
Sarà diversa
Chi comanda
È chi progetta
Chi disegna
Chi si sposta
La protesta
Non mi serve
Cosa serve
La matita
La matita
La matita
Sotto e sopra
Manodopera
Scavabuchi
Non mi tocca
La mia porta
Sempre chiusa
La mia casa
Sempre occulta
Una stanza
Fuori gente
Dentro tutto
Fuori niente
Dentro niente
Interesse
Già perduto
Parli troppo
Resto muto
Ami il traffico
Amo il chiuso
Io mi sposto
Non incontro
Io contorco
Non riposo
Tu sereno
Sei estremo
Io cammino
Tu cammini
Ci dividono
Dei tombini
Tu fai tardi
Non so l’ora
Luce filtra
Sto leggendo
Vado in duomo
Sottoterra
Senza metro
Passo d’uomo
Mi procuro
Tu acquisti
Siete tristi
Sono chiuso
Siete allegri
Sono neutro
Sottoterra
Come i morti
Sulla terra
Tu ti sposti
Quali costi
Quali affetti
Tu rifletti
Troppo poco
Io mi fletto
Tocco il vuoto
Tu rifletti
Troppo poco
Ma capisci
Penso troppo
Mi nascondo
Provo gioia
Mi nascondo
Sono puro
Io disegno
Dove abiti
Nel futuro
Ti rinchiudo
Ti dirigo
Con la penna
La città
Sarà diversa
Chi comanda
È chi progetta
Chi disegna
Chi si sposta
La protesta
Non mi serve
Cosa serve
La matita
La matita
La matita
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venerdì 8 maggio 2009
venerdì 24 aprile 2009
domenica 29 marzo 2009
lunedì 23 marzo 2009
sabato 14 marzo 2009
sabato 7 marzo 2009
Vic Du Monte - Idiot prayer
Non so se mi spiego, ma mercoledì 11 in un cazzo di buco nella periferia bolognese chiamato Lazzaretto, potremo prenderci in faccia gli sputi di Vic Du Monte e Alfredo Hernandez.
Chi sono?
2/4 di Kyuss.
Punto.
Chi sono?
2/4 di Kyuss.
Punto.
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domenica 1 marzo 2009
mercoledì 11 febbraio 2009
Birdy Nam Nam - Manual for successful rioting
Bel video, bel pezzo. E nel loro disco c'è anche la mano di quei due francesini...
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