giovedì 17 settembre 2009

Annullata la manifestazione di sabato 19

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Con una decisione incomprensibile la Federazione Nazionale della Stampa Italiana ha deciso di rimandare la manifestazione prevista per sabato prossimo. La sospensione seguirebbe l'attacco a Kabul nel quale hanno perso la vita sei militari italiani. Lo annuncia La Repubblica senza fornire dettagli, che non si trovano nemmeno nella home del sito della FNSI. Chi abbia preso tale decisione e in base a quale logica non è dato saperlo.

Sospendere la manifestazione per un fatto del genere, pur luttuoso, significa negare il legame strettissimo tra la morte dei nostri soldati e la genesi della loro presenza in Afghanistan. Significa disconoscere che si trovano ancora là proprio grazie al conformismo di una stampa addomesticata che ha mancato i propri doveri di controllo e ha diffuso menzogne in serie proprio per rendere possibili le missioni in Iraq e Afghanistan. Veicolare ancora una volta, come in queste ore, la favola della missione "a portare la democrazia" significa mentire e nascondere agli italiani che le ultime elezioni sono state taroccate e che in Afghanistan la situazione è la peggiore che mai. Nonostante la situazione sia tragica non c'è traccia di dibattito sulla missione militare e questo anche grazie al sostanziale disinteresse dei media, fin troppo allineati al dispositivo bellico.

Sospendere la manifestazione significa schierarsi accanto a tutti quei politici e giornalisti che hanno mentito agli italiani e che non si sono nemmeno scusati quando le loro menzogne sono diventate autoevidenti, significa offendere ancora una volta la memoria di tutti quei militari (non solo italiani) che si trovano impantanati in una missione priva di senso e di scopi condivisibili, offrendo ancora una volta la sponda ai ridicoli guerrieri di carta al governo. Un'imbarazzante complicità travestita da lutto, sicuramente i militari italiani meritano di meglio di un gran bel funerale trasformato in occasione di propaganda governativa. Non solo i talebani hanno le mani sporche del sangue dei nostri militari.

via Mazzetta

2 commenti:

giudaballerino ha detto...

Perché non adottano tutto questo clamore anche per le migliaia di morti sul lavoro? Ma di queste morti di serie B al governo non può fregar di meno. Condivido appieno la tua riflessione sul rinvio della manifestazione.

Il Grande Favollo ha detto...

Ti dirò una verità: non provo alcun moto di commozione popolare per la morte dei soldati. Questo non vuol dire, al contrario,che sia contento. La missione in medio oriente mi lascia del tutto indifferente, in quanto essa è stata totalmente inutile e lo era già dagli inizi. Questi ragazzi, se avessero avuto una possibilità, ora sarebbero a lavorare in Italia, anche perchè solo un idiota vedrebbe come il sogno della sua vita, andare in giro con un carro armato per il deserto, con dei musulmani pronti a farti saltare il culo. Tuttavia la stampa italiana, altra corporazione inutile e dannosa, ha patito qualche moto di preoccupazione solo negli anni '70, quando veniva gambizzata, fuori dalle redazioni. La solidarietà pelosa è come l'orchite, mi riempie di acqua i coglioni.