venerdì 31 ottobre 2008

Punkreas - Solo andata


MusicPlaylist
Music Playlist at MixPod.com



E' evidente che l'inizio del millenio
costringe alla visione di spettacoli osceni
fascisti che credono in un nuovo ventennio
leghisti che disinfettano i treni
dal padre-padrone al figlio deficente
l'impresa di famiglia è di nuovo fiorente
mi sogno che basti una canna sul divano
per farti schiavo di San patrignano

Ti piacerebbe,spararmi e poi darmi del violento
alzarti senza mai pagare il conto
ti piacerebbe! ma non consento!

Rocco e i suoi fratelli son le teste d'ariete
aspettano il momento per far scherzi da prete
divorzio proibito, aborto vietato
preservativo valido ma solo se bucato
scuola classista, programma piduista
caselle con la foto del duce in bella vista
se il professore prova a commentare
numero verde lo puoi denunciare

Ti piacerebbe,spararmi e poi darmi del violento
alzarti senza mai pagare il conto
ti piacerebbe! ma non consento, non consento!

Indietro non si torna più (indietro non si torna!)
Per chi ha imparato qualcosa dal passato
Indietro non si torna più (indietro non si torna!)
chi c'ha provato si è ritrovato a testa in giù

Ti piacerebbe,spararmi e poi darmi del violento
alzarti senza mai pagare il conto
ti piacerebbe! ma non consento,non consento!

Indietro non si torna più (indietro non si torna!)
Per chi ha imparato qualcosa dal passato
Indietro non si torna più (indietro non si torna!)
chi c'ha provato si è ritrovato a testa in giù

Come può esserci conoscenza dove c'è oppressione?

Ovunque la prigione, il ghetto, la corazza caratteriale impongono la loro strategia di clausura, lo slancio della disperazione leva il pugno del devastatore. La mano dello scolaro si vendica mutilando tavoli e sedie, macchiando i muri di segni insolenti, strappando gli orpelli della bruttezza, sacralizzando un vandalismo in cui la rabbia di distruggere compensa il sentimento di essere distrutti, violentati, messi a sacco dalla trappola pedagogica quotidiana.
Le bocche si aprono in grida stizzose di protesta, gli occhi attingono nella sfida il bagliore di entusiasmo che è loro rifiutato. Così i movimenti di contestazione periodicamente risvegliati dalle direttive di istanze burocratiche e governative scadono - per assenza di creatività - nello stesso grigiore e nella stessa stupidità del potere inconsistente che li ha provocati. Che ci si può aspettare da manifestazioni gregarie in cui l'intelligenza degli individui, in mancanza di un progetto di cambiamento radicale, si riduce, secondo il comun denominatore delle folle, al più basso livello di comprensione?
Per evitare l'esplosione dei desideri rimossi alla rinfusa, le autorità hanno saputo approntare sacche di decompressione e di trasgressioni controllate. Il lassismo non è il soffio della libertà, è il fiato della tirannia.
Il cortile di ricreazione previsto in prigioni, caserme e scuole permette all'energia libidica compressa dai rigori della disciplina di sfogarsi a piacimento. Esso conserva la separazione fra la testa - il "capo" - e il resto del corpo, che per principio le è sottomesso, ma rovescia l'ordine gerarchico stabilito durante il tempo dello studio. L'ultimo vi diviene il primo: il cattivo scolaro e il bruto muscoloso diventano i leader e la fanno pagare al primo della classe. Nulla è cambiato se non che le pulsioni della vita oppressa si sfogano in pulsioni di morte.
Una volta chiusa la parentesi del disordine tollerato, lo spirito riprende i suoi diritti, con la missione di regnare sul caos. Quelli che il potere professorale ha aureolato della santità del sapere riprendono il loro posto in testa al plotone. La loro intellettualità rigetta nelle tenebre la bestia che si aggira nel profondo dell'essere, mentre la loro superiorità si afferma sull'orda degli indisciplinati, degli svagati, degli ultimi della classe, chiamati bestioni, secondo un insulto che meriterebbe di essere analizzato più a fondo (quando si prenderà coscienza che rinnegare l'animalità delle pulsioni invece di affinarle non conduce all'umanità ma ad una bestialità dal volto umano).
Esiste evidentemente un ritmo naturale dello sforzo e del riposo, della concentrazione e del rilassamento, ma l'organizzazione sociale del lavoro ha sostituito alla semplice alternanza di contrazione e decontrazione il meccanismo psicologico di rimozione e sfogo. Il comportamento ordinario dello sfruttatore che accorda agli sfruttati un periodo di ricreazione per rinviarli ben disposti alla fabbrica e all'ufficio si è espresso perfettamente nell'affermazione del generale de Gaulle irritato dalla rivoluzione del 1968: "È ora di fischiare la fine dell'ora di ricreazione."

Raoul Vaneigem, Avviso agli studenti, Nautilus, 1996

mercoledì 29 ottobre 2008

Noi non abbiamo paura


il babau è un mostro bianco per chi di vivere ormai è stanco
il babau è un mostro nero, finisci dritto al cimitero
il babau è tutto rosso, corri corri a piu' non posso

il babau è tutto giallo, tocca pure al maresciallo

il babau è anche blu, occhio il prossimo sei tu

il babau è di tutti i colori, se lo incontri sicuro muori


C'è un paese dove tutti hanno paura del buio, perchè il buio è la dimora del babau.
Nel reame del babau il buio è illegale. La notte e le giornate plumbee sono state condannate da tutti i tribunali, e sono al primo posto nella lista dei ricercati di tutte le polizie. Ma notte e giornate plumbee sono scaltre, maledettamente furbe, e tutti i giorni l'una o l'altra o tutte e due, saltano sempre fuori e con loro il babau. Quando cala il buio gli abitanti tremano e non escono di casa. L'ansia e l'angoscia non li fanno dormire. Di notte nessuno dorme nel paese del babau, perchè la notte è fatta per tremare. Alle prime luci dell'alba, vinti e stanchi, rendono l'anima al sonno e il giorno li trova addormentati. Al risveglio si riaccendono lampade potenti, perchè le luci basse generano ombre e anche nelle ombre si cela il babau. Ognuno è circondato dalle ombre, compresa la propria. Bisogna vigilare di continuo, controllare il proprio vicino: il babau potrebbe apparire all'improvviso, bisogna diffidare di tutti, sopratutto di sè stessi. Tutti vivono da soli nel reame del babau.

Il babau é l'ultima frontiera nella politica dell'ansia. Semplice e primordiale paura. Qualcosa di ancora diverso dal terrore, qualcosa di più simile alla goccia che ti cade in testa e piano piano ti porta incosapevolmente alla pazzia.
Il nostro buffo mondo sta prendendo coscienza dell'esistenza del babau. L'ansia di sicurezza, la paura del proprio simile, il rancore confuso e convulso che trasudano da ogni dove in questi anni difficili, trovano la propria naturale conclusione nell'avvento del babau. Non ci sarà più bisogno di invocare/creare/inventare emergenze e pericoli, tutti avranno paura del buio e basterà invocare il babau perchè ogni complessa manovra di ingegneria sociale trovi una giustificazione.
Il babau é meglio del terrore, perchè il babau non ti uccide subito, ti logora e ti porta a modificare il tuo sguardo sulla realtà in un'ottica schizoide, che alimenta se stessa.
Nel paese del babau può essere vero tutto e il contrario di tutto, il babau non ti vuole sempre tristo e mogio. Il babau porta anche allegria, folli risate che si alzano fino al cielo. Se non hai un soldo in tasca e la crisi ti divora, devi ridere, perchè ci vuole ottimismo, altrimenti il babau arriva e ti mangia. Ma non devi sollazzarti troppo, perchè il babau é in agguato e non ci vuole nulla perchè ti rubi il bambino dalla culla, usurpi il tuo posto di lavoro, rubi la/il tua/o donna/uomo.
Prendendo in prestito brandelli di saggezza in pillole da Kurt Vonnegut, potremmo dire che in questo mondo delle mille e una oppurtunità di essere divorati dall'ansia, dalla paura e dall'angoscia, tutto quello che può accadere probabilmente accadrà. Scansatevi in tempo.


Presto ulteriori informazioni per collaborare con paura.anche.no
Intanto, diffondete.

Sui bastoni in coordinato





Ho selezionato questi due video sugli scontri di oggi a piazza Navona, tra i tanti che già sono reperibili sul web. Il secondo video è prodotto dal "Blocco studentesco", movimento di estrema destra, con il quale io, ci tengo a precisare, non condivido assolutamente niente, ma esso, grazie anche ad una diversa prospettiva, mi sembrava rendesse più chiara la vicenda. Ciò che si evince dai video è che il blocco studentesco portava sul suo furgone un'equipaggiamento tutto punto: caschi e bastoni tricolori. Qualcuno, addirittura, indossava dei guanti neri. Però sembra che sia stato il "fronte antifascista" ad iniziare lo scontro con lancio di oggetti, seppure senza bastoni. E le "forze dell'ordine"?
Voi che ne pensate?

Gli amici del KoSS

Detto/fatto, eccovi finalmente gli infiltrati provocatori con tanto di patriottici bastoni:

Le sentite bene le sirene delle ambulanze?

Cliccate qui per ascoltare il resoconto.

via Mazzetta

Le apparenze ingannano


* Any white man is against blacks. The entire American economy is based on white supremacy. Even the religious philosophy is, in essence, white supremacy. A white Jesus. A white Virgin. White angels. White everything. But a black Devil, of course. The "Uncle Sam" political foundation is based on white supremacy, relegating nonwhites to second−class citizenship. It goes without saying that the social philosophy is strictly white supremacist. And the educational system perpetuates white supremacy.

* We, the Black masses, don't want these leaders who seek our support coming to us representing a certain political party. They must come to us today as Black Leaders representing the welfare of Black people. We won't follow any leader today who comes on the basis of political party. Both parties (Democrat and Republican) are controlled by the same people who have abused our rights, and who have deceived us with false promises every time an election rolls around

* There is plenty wrong with Negroes. I hate to say that about us, But it’s the truth. The top part is your bourgeois Negro. He’s not interested in his poor black brothers. He’s usually so deep in debt from trying to copy the white man’s social habits that he doesn’t have time to worry about nothing else. They act more like the white man than the white man does himself.


* Non c'è "Negro" peggiore di quello che fa di tutto per sembrare bianco.

Il primo a sinistra, ovviamente.

martedì 28 ottobre 2008

Decreto legge? C'est plus facile!

lunedì 27 ottobre 2008

L'unico cervello bruciato è il vostro!




Riporto l'ottimo commento dal blog Gratta e Vinci:


Fatico a stabilire quale sia l’aspetto più ridicolo del nuovo spot antidroga ideato dagli ottusi Crociati capitanati dal povero Giovanardi, illuminato nella sua missione dalla “scientificità” di Serpelloni (il medico-scrittore-compositore-pittore) e dall’utopia senza uscita di San Patrignano (che non necessita di presentazioni).

Forse è che si riferisce ad un astratto concetto di “droga”, evidentemente poco chiaro agli ideatori stessi, senza considerare che la causa più frequente di devastazione cerebrale è l’abuso del legalissimo alcol.

O forse è il fatto che la retorica del “cervello bucato” non solo è tanto antica quanto inefficace (qualcuno forse ha ancora dei dubbi sul fatto che “la droga fa male”? Il consumo di droga è forse per questo diminuito?), ma anche imprecisa. Perché le droghe sono tante, e tra le varie e gravi controindicazioni causate all’abuso (ABUSO: non uso), non necessariamente compare il danno cerebrale (presente invece in diversi e legalissimi psicofarmaci); l’idea del “cervello bucato” ha avuto una certa fortuna associato ai danni dell’ecstasy, ma è stata accantonata nel momento in cui ci si è resi conto che non è necessariamente vero, e soprattutto che la tecnologia dello “scanning cerebrale”, usata per dimostrarla, è nuova e controversa: quelle macchie colorate che Serpelloni indica come “buchi nel cervello” (ogni macchia corrisponderebbe al 5% in meno di sostanza cerebrale!) in realtà non si sa bene cosa siano, e la maggior parte dei milioni di persone che hanno usato regolarmente ecstasy durante il boom degli anni ‘90 sono vive, vegete e capaci di intendere e di volere. Ad oggi, l‘ecstasy è considerata una sostanza meno pericolosa dell’alcol.

Ma forse, a ben vedere, l’aspetto più ridicolo è un’altro.

Ammettiamo anche che tutto quello che sottintende e afferma lo spot sia vero: la droga, qualunque droga (tranne l’alcol, di cui Giovanardi è appassionato consumatore), anche se usata una sola volta, distrugge, ammazza, avvelena.

Anche i più ottusi proibizionisti non possono evitare di ammettere che se la droga viene usata, una ragione ci sarà. Anche i più feroci sostenitori della Guerra alla Droga sanno che oggi le sostanze si consumano (prevalentemente) per raggiungere migliori prestazioni sia in ambito ricreativo che lavorativo: non ci vuole molto ad arrivarci, dato che, tolta la polivalente cannabis, a farla da padrone sono proprio gli stimolanti e le sostanze prestazionali in genere.

Allora, che senso ha fare uno spot così, quando quello in onda appena prima invita a rincorrere la forma fisica perfetta ammuccandosi pastiglie “naturali”, quello seguente indica come indispensabile il superfluo, e quello ancora seguente ti dice che se ti ingolli quella pastiglia il mal di testa ti passa in un momento e la vita ti sorride?

Chi usa droghe oggi non lo fa perché è stupido, autolesionista, ignorante, pazzo. Chi usa droghe (mica solo i ragazzini in discoteca) lo fa perché le trova utili a vari scopi, pratici o ricreativi, anche se sa che possono fare male. Non è poi così diverso dal guidare ai 200 allora in autostrada perché si è in ritardo: è pericoloso, molto pericoloso, ma è visto (da chi lo fa) come utile allo scopo.

Chi usa le droghe lo fa perché è immerso in una società altamente medicalizzata: sa che c’è una pastiglia per ogni problema, dalla diarrea all’infelicità; lo fa perché per stare al passo con i ritmi del lavoro e del divertimento ha bisogno (qualche volta) di un sostegno, perché lo stress (alle volte) è troppo da sopportare senza l’aiuto di un bel cannone di marijuana. Aggiungiamoci poi la retorica del “no limits” e del “primato a tutti i costi” che domina l’immaginario collettivo e guida il sistema produttivo, e capiamo da cosa possa derivare l’abuso: il doping non è mica solo nello sport, anche se fa comodo pensarla così.

Una campagna coerente ed efficace contro le droghe dovrebbe essere una campagna contro l’abuso di droghe.
Per l’alcol, la nostra “droga culturalmente controllata”, che uccide più che tutte le droghe illegali messe assieme (25000 morti all’anno solo in Italia) si invita alla moderazione, al “bere responsabile”: si sa che tanto la gente beve comunque. Dato che si sa anche che la gente si droga comunque, perché non fare lo stesso per le sostanze? Chi ci ha provato, è stato accusato di incitare al consumo.

Paradossalmente, la prevenzione efficace contro le “droghe” forse non avrebbe nemmeno bisogno di parlare di droghe.
Basterebbe parlare di limiti. Educare al riconoscimento e al rispetto dei limiti umani: fisici e psichici, individuali e collettivi. Educare al rifiuto dell’idea dominante del “tutto e subito”. Educare alla moderazione. Inquinamento, crisi economica ed energetica, disturbi come bulimia o anoressia, consumo di droghe e dipendenze: è tutto intrecciato, sono sintomi diversi di una stessa malattia etica.

I limiti dovrebbero essere considerati sacri, non un impedimento al raggiungimento di chissà quale scopo nel minor tempo possibile. Siamo una società rovinata e che sta rovinando il pianeta a causa della brama del primato a tutti i costi. Un recordista sportivo che afferma “neanche io supero mai i miei limiti” mi parrebbe un messaggio molto più potente delle lampadine che si spengono nel cervello.

(Questo articolo è apparso su Aduc Droghe)

Crescere senza il Vaticano in casa...

...vuole anche dire poter trasmettere sketch irriverenti come questo:


Grazie Russo!

sabato 25 ottobre 2008

Attenzione! Ignoranza a bordo


A seguito della denuncia di una passeggera, l´Atc di Bologna ha sospeso dal servizio e dallo stipendio il controllore che ha trattato un gruppo di rom, adulti e bambini, con frasi ingiuriose e razziste.

La signora ha raccontato con molta accuratezza le frasi che uno dei tre controllori (numero di matricola 09043) ha rivolto ai rom e che hanno evidentemente trovato riscontro in una rapida istruttoria eseguita dai superiori del dipendente Atc.
Proprio mentre stava verificando il biglietto della signora, il controllore ha iniziato col dire «adesso vi liberiamo di un po´ di puzza», poi rivolto ad una coppia rom con un bambino ha detto, sempre secondo la lettera della signora, «tu sacco di pulci o cacci il biglietto oppure vieni in questura» e alla donna «ma stai zitta tu e vai a farti una doccia» e ancora «vieni adesso ti dico anche dove abito così quando vieni a casa ti punto la doppietta che ho nel cassetto, vieni con i tuoi amici che ho i cani che hanno fame... tornate al tuo paese sacco di pulci... adesso andiamo in questura e vediamo che ti succede... te la faccio passare io la voglia di venire in Italia».
Un uomo si è ribellato e dopo aver ammesso di non avere il biglietto ha chiesto che cosa avessero fatto di male, ma l´altro l´avrebbe rintuzzato: «Dovete rispondere delle offese che ci avete fatto, ci avete offeso». La signora a questo punto è intervenuta e ha preso le difese delle persone insultate: «Siete voi che state offendendo e ci state sottoponendo ad una scena degradante».


Fonte Repubblica

Studia che ti passa. Sopra


Via Macchianera

venerdì 24 ottobre 2008

Il Teatro Degli Orrori - Compagna Teresa


Troppo facile così...

Carogna fino all'ultimo dei suoi giorni, il nostro senatore FranKoss ha deciso di dare lezioni di democrazia a quei quattro debosciati di Palazzo Chigi, e per risolvere la situazione delle occupazioni:

1) ha invocato l'adozione di metodi efficaci, perchè già da lui precedentemente sperimentati: "infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città";

2) ha suggerito una maggiore cattiveria alle nostre flaccide forze dell'ordine: "non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale";

3) si è dimostrato un perfetto esempio di onestà, eleganza e coerenza: "dovrebbero picchiare anche quei docenti che li fomentano. - Anche i docenti? - Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine";

4) e con tutto il senso del pudore che lo contraddistingue, ha così concluso:
"non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà a insanguinare le strade di questo Paese".


Grazie al cazzo, pezzo di merda!

giovedì 23 ottobre 2008

Nella storia, contromano

mercoledì 22 ottobre 2008

Trovate le differenze



Supereroi contro la municipale

martedì 21 ottobre 2008

Se questa è una mail...


da: Ora Sani

Drogherie Qualita Affidabile per la Medicina

Per prscription medicina on-line dal nostro farmacie online. Vi offriamo la possibilita di acquistare e di sicurezza nella propria casa o in ufficio.

Vedere la piu grande varieta di farmaci da prescrizione on-line. Siamo orgogliosi di suplly i nostri clienti con i migliori disponibili droga.

Che faccio, rispondo?
In effetti "i migliori disponibili droga" mi alletta alquanto.

Da sottolineare il convincente avvertimento di hotmail: "Questo messaggio potrebbe essere pericoloso".

Non potevate aspettare domani?

Così davo st'esame e andavamo insieme!

Gli studenti occupano la stazione
Oggi corteo e assedio del rettorato degli studenti universitari


I ragazzi dei collettivi universitari hanno bloccato per circa un'ora la stazione di Bologna. Dopo essere scesi in corteo per via Indipendenza, gli studenti sono entrati nella stazione centrale e hanno occupato i primi due binari. Al grido di "Noi la crisi non la paghiamo", circa un migliaio di ragazzi stazionano sui binari con striscioni, fumogeni e petardi impedendo fisicamente il passaggio dei treni. In precedenza erano sfilati per le strade della cittadella universitaria di Bologna. Dopo aver fatto irruzione in rettorato entrando con fumogeni da via Zamboni 33, tirando piccoli sacchetti di vernice rossa sui muri di via Belmeloro, si sono riversati in via dè Castagnoli. L'irruzione in rettorato ha "messo in fuga" il rettore, Pier Ugo Calzolari che era a colloquio (nel cortile) con oltre 200 studenti della facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali.

The America (un)dream


Per cercare di capire cosa sta avvenendo in questi giorni di delirio economico, ho voluto sintetizzare le tesi di Alan D. Altieri, autore di "Amerika dammerung" a proposito del collasso finanziario americano.

"La crisi è globale e serve una risposta globale. Si parla di una nuova Bretton Woods per scrivere nuove regole e di sospendere i mercati per il tempo necessario per formulare queste nuove regole. Tra le varie ipotesi avanzate c'è anche questa, ma per ora non c'è nulla di concreto. Certamente la soluzione non può essere né nazionale né europea, ma globale. Va presa nelle istituzioni mondiali".
Silvio Berlusconi 10/10/'08

"La storia dirà che George W. Bush è stato un grandissimo presidente degli Stati Uniti. Bush è un uomo di grandi principi, grandi ideali, grande visione, ma soprattutto uno che ha il coraggio di perseguire questa visione. In lui non ho mai visto il calcolo del politico, ma la spontaneità e la sincerità di colui che crede in quello che fa. Mi è stato facile condividere le decisioni di Bush fondate sull'amore della libertà, la democrazia e il rispetto per gli altri".

Silvio Berlusconi
13/10/'08


lunedì 20 ottobre 2008

No, questo no!

domenica 19 ottobre 2008

Vietato stupirsi!



Ed eccola qui, vestita a festa, la crème de la crème dell'intellighenzia imperiese.
Accorsa in massa sì, avete capito bene, per l'inaugurazione di un parco urbano.
Il fatto che per un simile evento, che in una qualsiasi altra città sarebbe derubricato sotto "ordinaria amministrazione", si siano mobilitati i personaggi più influenti della provincia ponentina e persino il presidente della regione, non deve stupire.

E' vero sì che la nostra è una terra arida, ed è altrettanto vero che, incredibilmente, fino a oggi, annodelsignore duemilaeotto, Imperia non aveva ancora un parco pubblico. Ma il motivo per cui si sono sprecate strette di mano e pacche sulle spalle, tailleur e tacchi a spillo, non è questo.

Dal nuovo parco infatti, come ha candidamente commentato quello spilungone del nostro sindaco, si può godere della spettcolare visione di gru, escavatori, montagne di terra, blocchi di cemento e amenità del genere. Già, perchè a qualche centinaia di metri dal nuovo parco, sta sorgendo e sorgerà il nuovo porto turistico di Imperia.
Non che ci mancasse, ce l'avevamo già il nostro bel porticciolo ma, a detta di quei pochi e noti manovratori della nostra città-provincia, era necessario costruirne uno nuovo partendo praticamente da zero. E non un porto più grande e magari più adatto ad accogliere le schiere di velisti desidorosi dei nostri lidi (?), ma IL PORTO TURISTICO PIU' GRANDE DEL MEDITERRANEO!
A Imperia.


Neanche ciò deve stupire, dal momento che il progetto imperiese può essere considerato la ciliegina sulla torta di una più ampia strategia di cementificazione selvaggia dell'intera costiera ligure (ben analizzata e sviscerata dai nostrani Feruccio Sansa e Marco Preve ne "Il partito del cemento"), prevedibilmente mirata ad assegnare appalti agli amici degli amici, dall'enorme impatto ambientale e dall'utilità per la cittadinanza pressochè nulla.
Tanto per fare qualche esempio, in Liguria:
* negli ultimi quindici anni, è stato cementificato il 45% di
superficie libera (fonte Istat);
* sono previsti tre milioni di metri cubi di nuove costruzioni;
* si
verificherà un impennata nel numero di posti barca che raggiungeranno la cifra di 34.000, per una notevolissima media di un ormeggio ogni 47 abitanti.

Quindi questo incontro è stato più che altro un pretesto per riaffermare e celebrare la potenza dell'oligopolio in azione. Un oligopolio che vuole fare bella mostra di sè, profumandosi, mettendosi la brillantina e il completo nuovo, per fare festa sul cadavere di una cittadinanza ormai prona e sempre più contenta di essere usata come zerbino dal potente di turno. La massa votante, similmente al rientro all'ovile delle pecore richiamate dal pastore, si presenta numerosa e divertita all'evento mondano, legittimando una volta di più le decisioni scellerate dei governanti in questione, ed esaltando la potenza invasiva dell'immagine, elevata a idolo della modernità.

Solo per stavolta, non è sceso in campo il padrone di casa, la sciaboletta atomica, il maître a pènser di questa cricca di farabutti, il master of disaster del nostrano gi/otto genovese, l'onorevole Scajola, e ci è dunque stata risparmiata la penosa e abituale scena del signorotto ammirato, lodato, guardato, toccato, intervistato ed applaudito.
Ciononostante la sua presenza è stata comunque tangibile. Lui, in ben più importanti faccende infaccendato, ha mandato in avanscoperta la moglie, alla quale, forte della ormai insuperabile e prestigiosissima qualifica di "moglie del ministro", è stato pure concesso l'onore di tagliare in prima persona il nastro inaugurale.

Per condire degnamente il tutto è servita l'indispensabile presenza di quel rintronato del presidente della regione, Claudio -the second- Burlando (sì proprio quello che aveva preso l'autostrada in contromano), in forze ovviamente al Pd.
E cosa ci farà mai un avversario politico di tale calibro, a un inaugurazione di un parco pubblico che sembra più una riunione di vecchi amici che si aggiornano sugli ultimi intrallazzi?
Mi dispiace ma neppure in questo caso dovete stupirvi: perchè in nome dell'interesse privato, tutte le divergenze politiche si appianano, tutte le distanze che già a livello nazionale sembrano microscopiche, a livello locale, invece, scompaiono del tutto e si trasformano in intese perfette, in dolci armonie.
Senza troppe parole.
Magari solo con un occhiolino strizzato, una stretta di mano o un nastro da tagliare.

Ps: non stupitevi nemmeno, se il servizio della teleservovisione locale, non ha degnato di un'inquadratura nè di un accenno, quegli sparuti ma vivi oppositori che so essersi radunati a poca distanza da lì, debitamente tenuti lontani dagli sgherri in divisa.


Qui, qui e qui, trovate maggiori dettagli sulle nefandezze relative alla cementificazione intensiva in Liguria.

sabato 18 ottobre 2008

venerdì 17 ottobre 2008

Tanto va la gatta al lardo...

* Dedico questo post a Prefe, che con solerzia e ironia, aveva commentato per primo le cazzate del coso che vedete qui sopra.

Lo 'sceriffo di Treviso' convocato dai pm: istigazione al razzismo

Dovrà presentarsi in Procura, a Venezia, il 21 ottobre prossimo. Per il vice sindaco di Treviso Giancarlo Gentilini l'ipotesi di reato è quella di istigazione all'odio razziale.

Il provvedimento fa riferimento alle frasi pronunciate dall'esponente leghista durante la Festa della Lega Nord nel capoluogo lagunare, il 14 settembre, per le quali è stata aperta un'inchiesta che lo vede indagato. In quella occasione, secondo quanto riportato oggi dalla Tribuna di Treviso, lo "sceriffo" avrebbe invocato, tra l'altro, "la rivoluzione contro i clandestini" e contro "i campi dei nomadi e degli zingari". Gentilini avrebbe poi sottolineato la sua volontà di "eliminare i bambini che vanno a rubare agli anziani", criticando "quelli che vogliono aprire le moschee e i centri islamici, comprese le gerarchie ecclesiastiche".

Il vice sindaco di Treviso ha fatto sapere che saranno i suoi legali a decidere se si presenterà o meno in Procura per l'interrogatorio. "La mia coscienza è a posto - ha commentato all'Ansa - per 40 anni da avvocato ho frequentato i tribunali e ho quindi piena fiducia nell'operato della magistratura".

Fonte: Rainews24

giovedì 16 ottobre 2008

Radio Molotov

Oggi pomeriggio ho aperto un'altro blog, decisamente meno impegnato/tivo, dove si potrà scaricare musica.
Rigorosamente bbbuona.
Se vi va, è
qui.

mercoledì 15 ottobre 2008

Appello contro il sequestro del Laboratorio Crash!

Il Laboratorio Crash è ancora una volta sotto attacco. Dopo anni di autogestione, di produzione culturale e socialità alternativa, le istituzioni vorrebbero chiudere con un sequestro dei locali uno spazio pubblico, costruito dal basso e attraversato da migliaia di bolognesi e non. Un luogo che è servito e serve come centro di espressione e aggregazione dei soggetti esclusi della metropoli e delle intelligenze creative e artistiche più sensibili del panorama culturale italiano e non solo. Crash continua ad essere a Bologna un punto di incontro essenziale tra culture, biografie e linguaggi differenti, un luogo dove cognitari, migranti, studenti universitari e operai insieme immaginano e costruiscono pezzi di società meticcia che parla tutte le lingue del mondo e ama le differenze! Per questa ricchezza sociale e culturale che abbiamo costruito in anni di autogestione crediamo che l'esistenza del Laboratorio Crash non possa essere messa in discussione dalla cecità e dalle manie repressive delle istituzioni: il Laboratorio Crash c'è e in dietro non si torna!

Dopo 7 sgomberi e la ripetuta richiesta di confronto sempre disattesa dalle istituzioni siamo ormai di fronte ad una chiara ed esplicita persecuzione politica nei confronti di quei soggetti sociali che occupazione dopo occupazione hanno trovato nel Laboratorio Crash il luogo adeguato per la loro espressione e organizzazione. Una persecuzione spregiudicata che mai ha accettato di prefigurare una soluzione differente al manganello e alla repressione. Per queste ragioni facciamo appello a chi crede che il diritto all'espressione politica e culturale e all'organizzazione sociale sia da difendere e tutelare, a dire chiaramente che il Laboratorio Crash non deve essere più oggetto di persecuzione e che i soggetti che lo costruiscono hanno il diritto come tanti altri ad esprimersi e ad organizzarsi liberamente.

In Italia si ripetono ormai settimanalmente omicidi, aggressioni e violenze ispirate da culture razziste, fasciste, omofobiche e intolleranti, i nostri quartieri quando non sono teatri di pestaggi razzisti e omofobici sono luoghi desolati di emarginazione ed eroina. Da sempre i centri sociali hanno costituito un antidoto culturale e politico a questa barbarie e pensiamo che oggi più che mai ci sia bisogno che nuovi spazi di aggregazione dal basso prendano vita e vengano difesi con le pratiche, i linguaggi, le musiche e i colori che li costruiscono.

Contro l'avanzata dei nuovi barbari facciamo appello a difendere il Laboratorio Crash! e ci rivolgiamo a tutti e tutte le compagne, i veri democratici, gli antifascisti, gli operatori della cultura, gli artisti, gli studenti medi e universitari, i cognitari, i precari, i migranti e gli operai per difendere uno spazio sociale che a Bologna, assieme ad altri, è una risorsa necessaria per impedire ai barbari del 2008 di scatenare la loro violenza e di costruire il loro progetto di società che è razzismo, esclusione, chiusura di spazi pubblici, solitudine e intolleranza. Difendere Crash vuol dire continuare a credere che creatività, politica, cultura e protagonismo sociale sono il mix giusto da opporre alle destre e agli intolleranti!

Per adesioni all'appello: appello_crash@libero.it

Fonte: Crash blog

Tempi bui

Varese, quando il razzismo si tinge di rosa

Una ragazza marocchina di 16 anni è stata picchiata in un raid da alcuni/e suoi /e coetanei/e: almeno sette. Il gruppo voleva «punirla» in quanto giovedì si era seduta su un autobus in un posto «non suo in quanto non italiana». L'episodio è stata denunciato dal padre della ragazza ai carabinieri, i quali hanno denunciato a piede libero con l'accusa di lesioni una delle presunte ragazze del gruppo, una 15enne che vive nel Varesotto. Al momento non vi è contestazione di aggravanti come le finalità di discriminazione razziale, perché in ambiente investigativo si tende - toh guarda ! - a ritenere la violenza un episodio di bullismo fra adolescenti.

Alla ripresa delle attività dopo l'aggressione, i compagni di scuola della ragazza marocchina sono in classe a far lezione come sempre. Testimoni dell'episodio riferiscono che la scena si è svolta nella più totale indifferenza nonostante i numerosi insulti xenofobi e l'evidente disparità di forze tra aggressor* e vittima.

L'aggressione si è svolta a Varese, provincia in cui il proliferante razzismo di questi tempi,- con significativi episodi di punta in Lombardia - trova una sua forma social-tipica in un territorio caratterizzato dall'alto tenore di vita, dagli altissimi consensi alla Lega Nord e dal proliferare di organizzazioni di estrema destra.
L'avvenimento sembra assegnare anche un particolare primato a questa provincia: la femminilizzazione dell'aggressione razzista: 5 dei 7 componenti della banda erano ragazze.

Fonte: Infoaut.org

Farla finita con l'educazione carceraria e la castrazione del desiderio

Quale dovrebbe essere la preoccupazione essenziale dell'insegnamento? Aiutare il fanciullo nel suo approccio alla vita per fargli imparare a sapere ciò che vuole e volere ciò che sa; cioè a soddisfare i suoi desideri, non nella soddisfazione animale ma secondo gli affinamenti della coscienza umana.
[...]
Si è prodotto l'opposto. L'apprendimento si è fondato sulla repressione dei desideri. Si è rivestito il fanciullo di abiti angelici sotto i quali non ha mai smesso di fare la bestia, una bestia snaturata per di più.

Una scuola che ostacola i desideri stimola l'aggressività

Gli antichi edifici scolastici ricordano i penitenziari. Le finestre poste in alto non permettevano allo sguardo dell'allievo che un'occhiata verso il cielo, unico spazio riservato alla felicità delle anime, se non dei corpi. Perché il corpo, immobilizzato su un banco di studio presto trasformato in banco di tortura, subiva nell'imbarazzo ordinario il suo destino terrestre.
[...]
I metodi educativi hanno rinunciato alle punizioni corporali all'epoca in cui lo schiaffo e il calcio nel culo hanno smesso di costituire l'essenziale di un'educazione familiare che, a detta dei torturatori, aveva sempre dato prova di sé.
Eccome!
Questo non significa tuttavia che il corpo sfugga ormai alle vessazioni, alla mortificazione, al disprezzo. I sensi non sono forse posti sotto alta sorveglianza durante le ore di studio e nello spazio che è loro riservato? L'occhio ha il dovere di incollarsi ai gesti del maestro. La bocca non si aprirà che all'invito del mentore, e guai a ciò che oserà profferire! Risposte sbagliate, proposizioni scandalose suscitano la bastonata, il rabbuffo, la presa in giro, l'umiliazione; mentre la parola pertinente o servile si attira la lode che il bilancio promozionale di fine anno si incaricherà di contabilizzare. La mano, infine, si leverà con educazione per sollecitare l'attenzione del pedante, con il rischio, fino a poco tempo fa, di farsi battere sulle dita con la regola del retto buon senso.
Ci si accorge, con la distanza del tempo, che studenti e studentesse sono stati trattati secondo i procedimenti dello scienziato staliniano Pavlov che, tra i cani del suo laboratorio, ricompensava la buona risposta con uno zuccherino e puniva l'errore con un choc elettrico. Non fu forse necessario che il disprezzo fosse la norma di un'epoca perché dei pedagoghi preconizzassero un metodo educativo che nessun essere umano degno di questo nome infliggerebbe oggi a un cane? Ed è poi così sicuro che la scuola non resti, nella vigliaccheria di un consenso generale, un luogo di ammaestramento e di condizionamento, al quale la cultura serve da pretesto e l'economia da realtà?

Raoul Vaneigem, Avviso agli studenti, Nautilus, 1996

martedì 14 ottobre 2008

Neosensibilismo



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Il Tribunale di sorveglianza di Roma ha concesso la libertà condizionale a Francesca Mambro, fino al 2013, anno in cui la sua pena sarà definitivamente scontata.
Comunque convinta dell'inutilità dell'istituzione carceraria, ognuno trarrà le proprie conclusioni da quanto segue.
Questi gli omicidi per i quali, strage di Bologna a parte (85 morti, 200 feriti), Francesca Mambro è stata condannata a nove ergastoli.

28 maggio 1980. Partecipa all'attentato compiuto davanti al liceo romano Giulio Cesare in cui viene assalita la pattuglia di vigilanza e ucciso l'appuntato di polizia Francesco Evangelista (detto "Serpico"), e ferito il suo collega Giuseppe Manfreda. Per aver ucciso Francesco Evangelista, Francesca Mambro è condannata all'ergastolo.

23 giugno 1980. Su ordine di Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, Gilberto Cavallini uccide a Roma il sostituto procuratore Mario Amato. Il magistrato, 36 anni, è appena uscito di casa; da due anni conduce le principali inchiesta sui movimenti eversivi di destra. Amato aveva annunciato che le sue indagini lo stavano portando "alla visione di una verità d'assieme, coinvolgente responsabilità ben più gravi di quelle stesse degli esecutori degli atti criminosi". Mambro e Fioravanti la sera dell'omicidio festeggiano ad ostriche e champagne. Per essere la mandante dell'omicidio di Mario Amato, Francesca Mambro è condannata all'ergastolo.

9 settembre 1980. Mambro e Fioravanti con Soderini e Cristiano Fioravanti, uccidono Francesco Mangiameli, dirigente di Terza Posizione in Sicilia e testimone scomodo in merito alla strage di Bologna. Per aver ucciso Francesco Mangiameli, Francesca Mambro è condannata all'ergastolo.

5 febbraio 1981. Mambro e Fioravanti tendono un agguato a due carabinieri: Enea Codotto, 25 anni e Luigi Maronese, 23 anni. Dagli atti del processo è emerso che durante l'imboscata Fioravanti ha fatto finta di arrendersi. Poi ha gridato alla Mambro, nascosta dietro un'auto, "Spara, spara!". Per aver ucciso Enea Codotto e Luigi Maronese, Francesca Mambro è condannata all'ergastolo.

30 settembre 1981. Viene ucciso il ventitreenne Marco Pizzari, estremista di destra e intimo amico di Luigi Ciavardini, poiché ritenuto un "infame delatore". Del commando omicida fa parte Mambro. Per aver ucciso Marco Pizzari, Francesca Mambro è condannata all'ergastolo.

31 luglio 1981. Nell'ambito del regolamento di conti all'interno della destra eversiva, viene ucciso Giuseppe De Luca. Per aver ucciso Giuseppe De Luca, Francesca Mambro è condannata all'ergastolo.

21 ottobre 1981. Alcuni Nar, tra cui Mambro, tendono un agguato, a Roma, al capitano della Digos Francesco Straullu e all'agente Ciriaco Di Roma. I due vengono massacrati. L'efferatezza del crimine è racchiusa nelle parole del medico legale: "La morte di Straullu è stata causata dallo sfracellamento del capo e del massiccio facciale con spappolamento dell'encefalo; quello di Di Roma per la ferita a carico del capo con frattura del cranio e lesioni al cervello". Il capitano Straullu, 26 anni, aveva lavorato con grande impegno per smascherare i soldati dell'eversione nera. Nel 1981 ne aveva fatti arrestare 56. La mattina dell'agguato non aveva la solita auto blindata, in riparazione da due giorni. Per aver ucciso Francesco Straullu e Ciriaco Di Roma, Francesca Mambro è condannata all'ergastolo.

5 marzo 1982. Durante una rapina a Roma, Mambro uccide Alessandro Caravillani, 17 anni. Il ragazzo stava recandosi a scuola e passava di lì per caso. Mambro sostiene che Caravillani sia stato ucciso da un proiettile di rimbalzo. Per aver ucciso Alessandro Caravillani, Francesca Mambro è condannata all'ergastolo.

Per la strage di Bologna, Francesca Mambro è condannata all'ergastolo. Ha subito altre condanne per complessivi 84 anni e otto mesi per i reati di: furto e rapina (una ventina in tutto), detenzione illegale di armi, violazione di domicilio, sequestro di persona, ricettazione, falso, associazione sovversiva, violenza privata, resistenza e oltraggio, attentato per finalità terroristiche, occultamento di atti, danneggiamento, contraffazione impronte.

Nel 1994 Francesca Mambro concede l'intervista intitolata "Loro al governo, noi all'ergastolo". Dal 1998 potevate incontrare Francesca Mambro libera per le strade di Roma, lavora presso "Nessuno tocchi Caino" insieme al marito e collega d'imprese Giusva Fioravanti, in regime di semi-libertà. Da dieci anni già non vive più in carcere: ha ucciso 96 persone, ne ha ferite centinaia e non c'è nessun italiano nella storia del nostro paese che abbia ucciso quanto lei.

lunedì 13 ottobre 2008

Psychedelic Furs - Pretty in pink

sabato 11 ottobre 2008

Il muro di gomma

Questa è l'ultima versione ufficiale, anzi ufficialissima (metto il video perchè sti infami bisogna guardarli bene in faccia):




Questa, invece, è la realtà dei fatti (anche se il testimone legge tutti i giorni il Resto del Carlino):




Non aggiungo altro. Qui c'è il blog dei genitori di Federico.

venerdì 10 ottobre 2008

Kranio Aperto



Per la precisione:

TERROR CREW (il logo che si vede all'inizio del filmato) = Un gruppo di dj e amici belgi che organizzano serate e vendono t-shirts. Qua il sito.

EMO = Il termine emo si riferisce ad un genere musicale inizialmente compreso all'interno del punk rock. Tuttavia, nelle sue forme più moderne, il genere include anche sonorità di origine più melodica ed indie rock. Fonte Wikipedia.

Ma allora dichecazzostiamoparlando?
Dovete far prendere aria alla lingua?
Ogni tanto mi chiedo se la facoltà della parola sia effettivamente un bene.
Fanculo vendi-merda!

giovedì 9 ottobre 2008

Ho deciso: mi compro l'Islanda!

Tanto costa poco: è in fallimento!

West side story


Approfitto del clamore suscitato dalla pubblicazione dell'elenco di massoni imperiesi, per qualche breve considerazione.

Non sono mai riuscito a capire bene a cosa serva la massoneria, tuttavia l'idea che me ne sono fatto non è delle migliori. Innanzitutto aborro circoli segreti/privati a pagamento, ai quali si può accedere soltanto per conoscenze pregresse e i cui scopi risultano quantomento imbarazzanti: "il Massone lavora dentro se stesso per conoscersi e migliorarsi moralmente" (c'è bisogno di tirar su un organizzazione per fare ciò?); "i Massoni si dedicano con tutte le energie di cui sono capaci nella ricerca della verità" (perchè non dicono anche a noi dov'è sta verità?).
Questo mi induce a fare alcune similitudini con un'altra organizzazione, sicuramente più spregevole, che noi italiani conosciamo molto bene: la Mafia.

Ecco alcuni degli elementi in comune:


- se gli uni formano Logge, gli altri si riuniscono in Famiglie o Cosche;
- sia la Massoneria che la Mafia fanno della segretezza uno dei cardini della loro azione;
- entrambe prediligono favoritismi verso membri della stessa Loggia/Famiglia;

- entrambe prevedono riti iniziatici all'adesione di ogni nuovo membro;
- entrambe infine hanno affiliati collocati nei più importanti centri di potere del Paese (a meno che non stiate pensando ancora al mafioso con la coppola in testa e la lupara in mano).


Detto ciò, mi rendo conto che le differenze tra queste due "organizzazioni" sono altrettanto evidenti e di non poco conto, ma, statene pur certi, è principalmente la storia omicida della Mafia ad allontanarla dall'azione massonica. Perchè nel controllo del territorio e negli appalti da concedere agli "amici degli amici", anche la Massoneria risulta davvero preparata e attiva.

Bene, dopo che vi ho sparato questo bel pippone, vado a spiegarvi il motivo di questo post.

Come avrete capito, sono imperiese. Non imperatore, non imperiale, nè imperiano. Imperiese, ovvero abitante di Imperia.
E allora? Direte voi.
E allora ieri ho deciso di perdere un pomeriggio per farmi due conti, con l'elenco dei massoni italiani a portata di mano. Ho preso come campione tutte le province simili, per numero di abitanti, ad Imperia (che ne ha 205.238), cioè quelle comprese tra i 150.000 e i 300.000 abitanti.
E adesso dò un po' di numeri:

PERCENTUALE MASSONI/POPOLAZIONE IN ITALIA: 0.042%

Province più massoniche
:
IMPERIA
........0.209%

GROSSETO.......0.189%

SIENA..........0.162%

TRIESTE........0.135%

SAVONA.........0.110%


Province massoniche oltre la media nazionale
:

PISTOIA........0.091%

VERCELLI.......0.088%
TERNI..........0.082%

LA SPEZIA......0.066%
MASSA-CARRARA..0.059%

Oasi di benessere e di relax
:

BIELLA.........0.008%

PIACENZA.......0.007%

RIMINI.........0.006%

BENEVENTO......0.006%

BELLUNO........0.002%


Dunque: SIAMO IN TESTA!
Fa davvero piacere sapere che nella mia provincia c'è una concentrazione di massoni cinque volte (dico c-i-n-q-u-e) superiore alla media nazionale. Adesso mi spiego molte cose riguardo all'amministrazione politica dell'estremo ponente ligure e non solo, dal momento che la Liguria riesce a piazzare ben 3 province su 4 al di sopra della media nazionale.

E allora non posso fare altro che ricredermi: per una volta, un prete (sebbene diverso dagli altri) stava dicendo una cosa giusta.

mercoledì 8 ottobre 2008

Che Chiesa spettacolare!


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In quest'epoca oscura(ntista) avevamo proprio bisogno di un evento del genere: da domenica nella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, a Roma, si sta svolgendo la lettura integrale della sacra Bibbia.

Il fatto, pur facendomi rabbrividire, non finisce qui. Non si tratta della semplice lettura di un libro, ma di una manifestazione per cui si sono mobilitate istituzioni dello stato (cioè nostre), televisioni, truffatori, vallette, leccaculi, peccatori, illustri baciatori...
Vediamo un pò:


ENTI ORGANIZZATORI

Rai Vaticano, Rai Uno, Rai Educational, RaiNet, Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, Pontificio Consiglio della Cultura, Pontificio Consiglio per la promozione dell’ Unità dei Cristiani, Servizio Nazionale per il Progetto Culturale - CEI, Vicariato di Roma, Società Biblica in Italia, Federazione Biblica Cattolica.

ENTI PATROCINATORI

Comune di Roma, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Scientifica, Regione Lazio, Provincia di Roma, Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, Pontificio Consiglio Cor Unum, Pontifico Consiglio Giustizia e Pace, Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Sacra Arcidiocesi Ortodossa d’Italia e Malta del Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, con la partecipazione delle Comunità Ebraiche Italiane per la Bibbia Ebraica, UNITALSI, Comunità di Sant’Egidio, Croce Rossa Italiana, Centro Sportivo Italiano.


SPONSOR

Associazione italiana fra le banche popolari, Logo ICG Group IC – Industria della Costruzione SPA, gruppo imprenditoriale di elevato spessore umano oltre che professionale (così si autodefiniscono).

E come se non bastasse è stato attivato un itinerario ad hoc degli open bus per la basilica di S. Croce e un biglietto speciale (non per il paradiso!). Un moderno sistema di audio guide in otto lingue illustra i luoghi più interessanti dal punto di vista storico, artistico, culturale e religioso. (Non hanno proprio badato a spese, coi nostri soldi!)

La lettura dei 73 libri che costituiscono la Bibbia sarà intervallata ogni 90 minuti circa da uno spazio musicale in tema: gruppi strumentali, cori e solisti eseguiranno brani di musica sacra, per accompagnare la riflessione sui passi della Scrittura appena letti.
Ma chi saranno i devoti che saliranno sull'altare per leggere la parola di dio?

Cito solo i più interessanti:
Roberto Benigni, Giulio Andreotti, Enrica Bonaccorti, Gad Lerner, Gigi Marzullo, Enzo Carra (1), Luca Polidoro, Ferruccio De Bortoli, Pupi Avati, Nicola Zingaretti , Mara Carfagna (2), Claudio Scajola (3), Valentina Vezzali, Delio Rossi, Claudio Cappon (4), Nicola Le Grottaglie, Fabrizio Frizzi, Michele Placido, M.G. Cucinotta, Sandro Bondi (5), Navarro Valls, Oscar Luigi Scalfaro, Bruno Vespa, Massimo Giletti, Piero Marrazzo (6), Maria Pia Fanfani (vedova Fanfani), Gran Maestro dell'Ordine di Malta, Maurizio Sacconi (7), Lorella Cuccarini, Vittorio Sgarbi (8), Beppe Fiorello, Gianni Alemanno (9), Milly Carlucci...

(1) pregiudicato per falsa testimonianza nel caso Enimont...
(2) modella, valletta, fotografata senza veli ma crede nei valori della famiglia...
(3) incarcerato nel 1983 per concussione, scarcerato dopo tre mesi perchè non fu dimostrabile che avesse ricevuto soldi per se stesso, cornificatore recidivo...
(4) per vent'anni all'IRI e dal '98, salvo interruzioni, alla rai di cui oggi è direttore...
(5) da vent'anni in politica, prima nel pci, poi...
(6) per vent'anni giornalista in rai, poi pres. regione Lazio...
(7) dagli anni '70 in politica, prima nel psi poi in forza italia...
(8) condannato nel '96 in via definitiva per truffa aggravata e continuata e falso ai danni dello Stato...
(9) In politica fin da giovane, denunciato nell'81 per aggressione, nell'82 per lancio di molotov contro l'ambasciata U.R.S.S., arrestato nell'89 (ma subito scarcerato) per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata, e tentato blocco di corteo ufficiale, indagato dal Tribunale dei ministri per presunti finanziamenti illeciti ricevuti da Callisto Tanzi e sempre assolto...

Forse per tutti questi peccatori c'è in palio la redenzione assoluta!
Chissà se la chiesa dello spettacolo integrato supererà in termini di share Porta a Porta?!
Rimane da sottolineare un fatto positivo: in quest'occasione sono esplicite le reali connivenze della chiesa cattolica.

Per chi crede nelle petizioni qui ce n'è una per chiedere alla Rai di chiudere il programma.

martedì 7 ottobre 2008

Umorismo livornese





























Immagini tratte da
Il Vernacoliere (cliccateci su per ingrandirle)

lunedì 6 ottobre 2008

Zeitgeist addendum

Mai come in questo periodo urge una spiegazione efficace delle dinamiche che governano l'economia internazionale. In un futuro che è già dietro l'angolo, non basteranno più gli ingenti finanziamenti statali di bolscevica memoria per parare il culo agli aguzzini seduti in cima alla piramide a tirare i fili di questo capitalismo da strapazzo.
Dunque, nel caso in cui vi foste persi l'illuminante documentario Zeitgeist, vincitore nel 2007 dell'Artivist Film Festival, e del quale avevamo parlato in questo post, sappiate che è da poco uscito l'inatteso sequel, intitolato Zeitgeist addendum. Per il momento è disponibile soltanto in lingua inglese sul sito ufficiale.
Sono però riuscito a trovare due brevi anteprime sottotitolate in italiano, nelle quali si parla del signoraggio bancario. Un argomento che potrebbe aiutarci a comprendere gli intricati processi che hanno portato, portano e porteranno alle miserevoli bancarotte dei giorni scorsi.
Dal momento che sono anche i nostri gesti quotidiani in veste di "consumatori" a disegnare il futuro dell'economia globale, mi sembra opportuno, con uno sguardo di insieme, cercare di comprendere se i binari sui quali si è incastrata la nostra esistenza, potranno essere deviati verso migliori destinazioni, o necessiteranno di un deragliamento per evitare che tutto il convoglio salti in aria prima ancora della partenza.
Ed è proprio in supplenza del vuoto informativo che avvolge questo problema, che questo documentario, ora arricchito da una seconda puntata, vuole inserirsi, cercando di sviluppare un punto d'osservazione critico sull'ultimo secolo della nostra epoca.

In tal modo anche il meno informato degli esseri umani, in virtù dell'enorme quantità di informazioni ricevute, sarà in grado di districarsi meglio tra i tentacoli sempre più asfissianti di quest'economia del terrore, nell'attesa della stretta finale.




venerdì 3 ottobre 2008

Stato d'emergenza




Cercheremo di essere lievi.

Chiamiamo “emergenza” una continua ri-definizione strumentale del “nemico pubblico” da parte dei poteri costituiti. Grazie all’emergenza, agli occhi della fantomatica “opinione pubblica” viene resa accettabile non solo la violazione ma la vera e propria sospensione delle libertà formalmente sancite dalle costituzioni e dalle carte dei diritti umani. Accettabile? Di più: necessaria e auspicabile al fine di “difendere la democrazia”.
In Italia, dagli anni Settanta in avanti, il metodo di governo è consistito interamente in un avvicendarsi di emergenze. In questo paese esiste da sempre una complicata dialettica dell'incostituzionalità, al cui interno l'emergenza ha stabilito una propria retorica, un compiuto ma fluido sistema di metafore, un peculiare modo di cristallizzarsi nel diritto scritto e nel costume nazionale.
Le emergenze servono a introdurre nuove forme coercitive nella divisione sociale del lavoro, o tutt’al più a preservare quelle già esistenti. Certo, servono anche al regolamento di conti gangsteristico tra diverse sezioni di capitale (d’ora in poi le chiameremo “cosche”), vedi l’esempio di Mani Pulite... Ma questo viene dopo: l’esigenza primaria è la coercizione di cui sopra, il controllo sociale, la prevenzione di probabili “devianze” e antagonismi; le cosche si scontrano tra loro per assicurarsi il governo di tale prevenzione.
[...]
Studiando a fondo le politiche e le retoriche emergenziali, abbiamo infatti individuato un trend: la molecolarizzazione dell'emergenza, un suo spingersi dalla res publica ai microlegami sociali, dall’ordine pubblico alla privacy, fino ai recessi delle differenze singolari. In altre parole: dal Politico (territorio già completamente colonizzato e ristrutturato) al Culturale (in senso lato, antropologico) allo... Spirituale.
[...]
In questo senso l’Italia è servita da laboratorio, come già negli anni venti (col fascismo) e nel dopoguerra (come turbolento teatrino e campo da gioco della guerra fredda). Gli esperimenti giuridici, mediatici e in generale biopolitici condotti negli ultimi venticinque anni si sono rivelati utilissimi durante il processo di integrazione pan-europea delle dinamiche di repressione e controllo sociale.

The Luther Blissett Project, Nemici dello Stato, Derive/Approdi, 1999