domenica 19 ottobre 2008

Vietato stupirsi!



Ed eccola qui, vestita a festa, la crème de la crème dell'intellighenzia imperiese.
Accorsa in massa sì, avete capito bene, per l'inaugurazione di un parco urbano.
Il fatto che per un simile evento, che in una qualsiasi altra città sarebbe derubricato sotto "ordinaria amministrazione", si siano mobilitati i personaggi più influenti della provincia ponentina e persino il presidente della regione, non deve stupire.

E' vero sì che la nostra è una terra arida, ed è altrettanto vero che, incredibilmente, fino a oggi, annodelsignore duemilaeotto, Imperia non aveva ancora un parco pubblico. Ma il motivo per cui si sono sprecate strette di mano e pacche sulle spalle, tailleur e tacchi a spillo, non è questo.

Dal nuovo parco infatti, come ha candidamente commentato quello spilungone del nostro sindaco, si può godere della spettcolare visione di gru, escavatori, montagne di terra, blocchi di cemento e amenità del genere. Già, perchè a qualche centinaia di metri dal nuovo parco, sta sorgendo e sorgerà il nuovo porto turistico di Imperia.
Non che ci mancasse, ce l'avevamo già il nostro bel porticciolo ma, a detta di quei pochi e noti manovratori della nostra città-provincia, era necessario costruirne uno nuovo partendo praticamente da zero. E non un porto più grande e magari più adatto ad accogliere le schiere di velisti desidorosi dei nostri lidi (?), ma IL PORTO TURISTICO PIU' GRANDE DEL MEDITERRANEO!
A Imperia.


Neanche ciò deve stupire, dal momento che il progetto imperiese può essere considerato la ciliegina sulla torta di una più ampia strategia di cementificazione selvaggia dell'intera costiera ligure (ben analizzata e sviscerata dai nostrani Feruccio Sansa e Marco Preve ne "Il partito del cemento"), prevedibilmente mirata ad assegnare appalti agli amici degli amici, dall'enorme impatto ambientale e dall'utilità per la cittadinanza pressochè nulla.
Tanto per fare qualche esempio, in Liguria:
* negli ultimi quindici anni, è stato cementificato il 45% di
superficie libera (fonte Istat);
* sono previsti tre milioni di metri cubi di nuove costruzioni;
* si
verificherà un impennata nel numero di posti barca che raggiungeranno la cifra di 34.000, per una notevolissima media di un ormeggio ogni 47 abitanti.

Quindi questo incontro è stato più che altro un pretesto per riaffermare e celebrare la potenza dell'oligopolio in azione. Un oligopolio che vuole fare bella mostra di sè, profumandosi, mettendosi la brillantina e il completo nuovo, per fare festa sul cadavere di una cittadinanza ormai prona e sempre più contenta di essere usata come zerbino dal potente di turno. La massa votante, similmente al rientro all'ovile delle pecore richiamate dal pastore, si presenta numerosa e divertita all'evento mondano, legittimando una volta di più le decisioni scellerate dei governanti in questione, ed esaltando la potenza invasiva dell'immagine, elevata a idolo della modernità.

Solo per stavolta, non è sceso in campo il padrone di casa, la sciaboletta atomica, il maître a pènser di questa cricca di farabutti, il master of disaster del nostrano gi/otto genovese, l'onorevole Scajola, e ci è dunque stata risparmiata la penosa e abituale scena del signorotto ammirato, lodato, guardato, toccato, intervistato ed applaudito.
Ciononostante la sua presenza è stata comunque tangibile. Lui, in ben più importanti faccende infaccendato, ha mandato in avanscoperta la moglie, alla quale, forte della ormai insuperabile e prestigiosissima qualifica di "moglie del ministro", è stato pure concesso l'onore di tagliare in prima persona il nastro inaugurale.

Per condire degnamente il tutto è servita l'indispensabile presenza di quel rintronato del presidente della regione, Claudio -the second- Burlando (sì proprio quello che aveva preso l'autostrada in contromano), in forze ovviamente al Pd.
E cosa ci farà mai un avversario politico di tale calibro, a un inaugurazione di un parco pubblico che sembra più una riunione di vecchi amici che si aggiornano sugli ultimi intrallazzi?
Mi dispiace ma neppure in questo caso dovete stupirvi: perchè in nome dell'interesse privato, tutte le divergenze politiche si appianano, tutte le distanze che già a livello nazionale sembrano microscopiche, a livello locale, invece, scompaiono del tutto e si trasformano in intese perfette, in dolci armonie.
Senza troppe parole.
Magari solo con un occhiolino strizzato, una stretta di mano o un nastro da tagliare.

Ps: non stupitevi nemmeno, se il servizio della teleservovisione locale, non ha degnato di un'inquadratura nè di un accenno, quegli sparuti ma vivi oppositori che so essersi radunati a poca distanza da lì, debitamente tenuti lontani dagli sgherri in divisa.


Qui, qui e qui, trovate maggiori dettagli sulle nefandezze relative alla cementificazione intensiva in Liguria.

8 commenti:

Elsa ha detto...

posso capire...vedi nefandezze sulle coste sarde...con tutto il rispetto per il tuo lavoro...siamo stanchi di avere le coste più belle invase di poligoni e quant'altro...certa che mi capirai in nome di tanti ragazzi morti causa uranio e altro.
Un caro saluto
Elsa

Elsa ha detto...

ps bel blog!!!

Ed ha detto...

Che spettacolo sentire la cronaca del Panda a Imperia TV!

Titus Bresthell ha detto...

@elsa:
grazie. so della situazione delle coste sarde: una vergogna. in nome dell'amicizia con l'ammerica!

@ed:
eheh...non riuscivo proprio a dargli un soprannome a quello lì, e direi che il tuo è perfetto!
un panda con la voce di un alcolizzato, per la precisione!

Alberto ha detto...

Peccato mancasse Scajola. Assieme a Burlando e Caltagirone sarebbe venuta una bella foto del trio. Da tenere a futura memoria.

Aziza ha detto...

Passavo di lì per caso e confermo tutto.........auto blu e folla.
Ma India e Jacopo dove li hanno presi,alle case popolari dei Piani?

Basnicchi ha detto...

panda molestie sessuali

Titus Bresthell ha detto...

@ basnicchi:
parliamone!